Thanks

Sì, lo so. Sembro un rimba che mette parole inglesi di qua e di là: hey bro, no more heroes, thanks, ecc…
Non sono fissato con le inglesate perché fanno figo, semplicemente la pagina si chiama così perché sì.
Ora parliamo di cose più serie. I ringraziamenti alle straordinarie persone che hanno reso possibile questo corto.\r\nPerché va bene se ho giocato al videogioco originale, ho rubacchiato la storia e i personaggi al mitico Suda51, se ho imbrattato alcuni fogli con schizzi di storyborad e scribacchiato alcune battute sulla sceneggiatura. Tutto questo è puramente teorico.

Il film ha preso realmente forma solo quando sono entrati in gioco tutti loro:

  • Marco Pasquale, che mi ha gentilmente concesso buona parte del suo tempo e del suo talento cinematografico;
  • l’eccezionale Dario Scalco, che finalmente ha potuto coronare il sogno di impugnare una spada laser;
  • Elisabetta Ricca, Valeria Romanazzi e Simon Saretto, con cui ho condiviso tre stupendi anni accademici (compagni per forza, amici per scelta), che mi hanno prestato volto, voce, cani, disegni e casa;
  • Marco Calautti, Tommaso Galli e Alberto Introini, che hanno venduto cara la pelle;
  • Alessandro Biolchi e Giulia Varini, con i loro pochi ma buoni secondi di fama;
  • Veronica Colombo, Laura Ferrara, Beatrice Pasquale, Veronica Sinetti e Sara Vellani, che hanno svolto un ottimo servizio fotografico e assistenza alla regia;
  • i LineOut, la cui musica permette di chiudere il film in bellezza;
  • Vittorio Gualdoni, che gentilmente mi ha mostrato la sua tesi di laurea, anch’essa dedicata a un cortometraggio;
  • l’Oratorio S. Luigi di Turbigo, che ci ha concesso buona parte degli spazi per girare le nostre sequenze.
  • quei folli amici dell’Accademia Marco Pensotti, Valentina Sassu, Claudia Pollastri, Sarah Massaia, Noemi Mora ed Ester Gambotto, che hanno improvvisato una notte degli Oscar (di pomeriggio) con tanto di tappeto rosso per festeggiare la mia laurea.
  • e Tu, che magari finora hai sbirciato silenziosamente il blog, forse perché hai sentito che ne parlavo, o forse perché hai sbagliato indirizzo e ti trovi qui per caso, fa niente. Grazie specialmente a te che stai condividendo insieme a me una delle esperienze più belle che abbia mai fatto.