Riprese Day 4

Mai avuti tanti attori come oggi!
Abbiamo finalmente la seconda personaggia principale: Elisabetta “Light” (no, non c’entra con nessun alimento privo di zuccheri), direttamente da Biella per interpretare Sylvia Christel. Sara, sua agente ufficiale si è offerta di fare da donna-ciak e reggi-microfono-giraffa (in realtà quel briccone del regista ha infranto i loro programmi del week-end, trascinandole entrambe a Turbigo), alternandosi con la nostra onnipresente Veronica.
Tra le new entry c’è anche Giulia, cameriera della straricca Sylvia nel film, studentessa di architettura nella vita.
La nuova ambientazione richiedeva di imparare a conoscere bene gli spazi, così tutti gli attori, molto professionalmente (anche se retribuiti solo con granite e tanta tanta gratitudine), si sono applicati nel rifare la stessa scena sotto il sole parecchie volte. Quante? Una decina? Di più? Tanto che ad un certo punto ha iniziato ad insinuarsi nelle nostre menti il sospetto che un certo Principe di Persia fosse nascosto dietro un cespuglio a divertirsi col suo pugnale riavvolgi-tempo. Ma, ehi, bisognava incastrare la scena in un intreccio narrativo che non era ancora stato girato… è difficile pensare quadrimensionalmente, grande Giove!
Così Dario e Giulia, il primo dopo aver ricevuto un sacco di volte le stesse direttive da Elisabetta, e la seconda dopo aver servito continuamente lo stesso drink alla sua padrona, si sono fatti da parte per girare quei pochi secondi di sogno pazzoide di Travis che vede la bionda in costume circondata da un’ambientazione videogiocosa. L’idea era quella che lei accarezzasse per finta una tigre, la quale poi sarebbe stata inserita sottoforma di pixel in post-produzione, ma l’idea geniale di Veronica è stata quella di girare la stessa scena anche con Dario accucciato accanto a lei, facendo la controfigura della tigre. Così, come emergenza. Il fatto è che la sequenza risulta molto soddisfacente – ho già tessuto le lodi di improvvisazione di Dario? – tanto che sto valutando l’idea di renderla definitiva una volta riadattata per bene.
So che tutte queste informazioni non faranno altro che causare confusione, ma abbi fede e attendi la distribuzione del film, che tutti i pezzi andranno a posto. Male che vada commenta pure per chiedere chiarimenti.
Finita questa scena ci siamo spostati nuovamente nella palestra dell’oratorio, pronti per concludere la battaglia tra Travis e gli scagnozzi del boss.
Inutile dire che tutti i ragazzi si sono applicati con entusiasmo e con moltissime proposte, sempre e comunque vincolate al Sacro Storyboard, rendendo l’azione davvero dinamica ma anche logica. Tutti in un modo o in un altro si sono ritrovati stesi: chi con trauma cranico, chi con la schiena spezzata, chi con una pallonata in faccia e seguente porta sul naso, ma hanno sopportato con grande forza tutti traumi e la produzione assicura che nessuno di essi è stato ingiustamente maltrattato e che tutti i loro arti sono rimasti al posto giusto.
Povero Dario, tutto il caldo che si è preso al sole con la giacca nera addosso non gli ha giovato durante le scene di azione più concitata, obbligandolo a fermarsi per qualche minuto. Ma il nostro tenace “assassino armato di una personale tecnica di spada e di combattimento a mani nude” è tornato presto in pista, più determinato che mai.
Il termine delle riprese è arrivato e la conclusione della giornata è stata rocambolesca, come un degno seguito di un film d”azione, che vede coinvolte due ragazze che cercano di salire sul treno e per un malaugurato caso non ce la fanno, ma questa è un”altra storia. Probabilmente la racconterò in un nuovo film: “Non aprite quella porta, tanto non si aprirebbe comunque”, ma non ci sperate troppo.